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Dizionario di dottrina
sociale della Chiesa

LE COSE NUOVE DEL XXI SECOLO

Fascicolo 2023, 2 – Aprile-Giugno 2023

Prima pubblicazione online: Giugno 2023

ISSN 2784-8884

DOI 10.26350/dizdott_000126

Professioni ed ecologia integrale Works and integral ecology

di Antonio Molinari

Abstract:

ENGLISH

L’orientamento all’ecologia integrale sollecita le diverse scienze a generare un’inedita progettualità civile e nuove possibilità educative per realizzare un autentico sviluppo equo e solidale dei lavoratori. La nozione di cura del lavoro integrale e dignitoso propria della dottrina sociale della Chiesa necessita della prospettiva di una formazione all’ecologia integrale per le attuali e nuove professioni volte edificare un futuro inclusivo e generativo, nella prospettiva del bene comune.

Parole chiave: Professioni per l’ecologia integrale, Green jobs, Green skills, Sviluppo umano, Formazione integrale, Cura
ERC: SH3_11

ITALIANO

The orientation towards integral ecology urges the various sciences to generate unprecedented civil planning and new educational possibilities to achieve an authentic fair and supportive development of workers. The notion of care of integral and decent work proper to the social doctrine of the Church requires the perspective of an education for integral ecology for new professions aimed at building an inclusive and generative future, in the perspective of the common good.

Keywords: Works, Integral ecology, Green jobs, Green skills, Human education, Care
ERC: SH3_11

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Il valore del lavoro

«Siamo chiamati al lavoro fin dalla nostra creazione» ha scritto Papa Francesco nella lettera enciclica Laudato si’. Sulla cura della casa comune (2015) rimarcando che «il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale» (128). «Senza lavoro non c’è dignità» (Francesco, Videomessaggio 48a settimana sociale dei cattolici italiani, 2017). Come ricorda il Compendio della dottrina sociale della Chiesa (2004, 271): «La persona è il metro della dignità del lavoro» e [citando l’enciclica Laborem exercens, 1981, 6] «non c’è, infatti, alcun dubbio che il lavoro umano abbia un suo valore etico, il quale senza mezzi termini e direttamente rimane legato al fatto che colui che lo compie è una persona».

Recuperare una relazione libera, partecipata e creativa tra lavoro e società chiama in causa la formazione e in particolare la pedagogia del lavoro per educare la persona al cambiamento. Significa accompagnare la transizione e il cammino delle risorse umane verso un modello di sviluppo delle competenze integrale e integrante le culture, le conoscenze, le fragilità, le diversità.

Le competenze sono fondamentali per costruire una forza lavoro resiliente e competitiva e per padroneggiare le transizioni digitale e verde.

Queste trasformazioni meritano un’attenzione particolare in termini di politiche e organizzazione. Nel 2020, l’Unione europea, secondo una valutazione di impatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, stimava che entro il 2030 la transizione ecologica potrebbe portare 1 milione di nuovi posti di lavoro, ma anche provocare tra i 500mila e i 2 milioni di nuovi disoccupati. Si pensi ad esempio all’introduzione dell’intelligenza artificiale (AI, vedi Intelligenza artificiale, aspetti filosofici) e della robotica che in molti settori hanno un impatto considerevole sull’organizzazione del lavoro. È probabile che portino a imponenti delocalizzazioni e alla distruzione di posti di lavoro, alla mobilità, alla perdita di competenze e alla ripetizione delle mansioni. La conseguenza di questi fenomeni rappresenta l’emergere di nuovi ostacoli sul cammino verso un lavoro inclusivo.

Dare valore al lavoro per tutti significa retribuzione equa e tutela giuridica per tutti. Significa libertà sindacale e contrattazione collettiva, così come accesso al dialogo tra le parti sociali. Significa libertà di lavorare, tutela e sostegno durante tutto l’arco della vita.

(vedi voce Ricostruire nella crisi: la priorità del lavoro)

Nuovi lavori, nuove povertà

Nuove forme di povertà e ingiustizia legate al lavoro derivano dall’inquinamento ambientale, con l’aggravante che coloro i quali ne patiscono le conseguenze sono anche vittime di discriminazioni sociali. Nel 2020, l’Oxfam ha condotto un’indagine sul rapporto ricchezza - inquinamento negli USA (Confronting carbon inequality), arrivando a stabilire che i più grandi inquinatori (pro capite) al mondo sarebbero coloro che rientrano nel 10% più ricco della popolazione USA con emissioni annue pari a 50 tonnellate di CO2. Inoltre, il 50% più povero della popolazione sarebbe responsabile soltanto del 10% delle emissioni globali di CO2 mentre la corrispondente quota per l’1’% più ricco sarebbe il 50%.

Il rapporto Fairness, Inequality and Inter-Generational Mobility di Eurobaromentro (2023) rileva che per i cittadini dell’Unione europea le disuguaglianze sociali rappresentano la più grave preoccupazione. A partire da questo dato, il 15 marzo 2023, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2023.

Nello scenario delle politiche dell’Unione europea per l’energia, il cambiamento climatico e l’ambiente assume significativa rilevanza il Pact for Skills, l’azione più importante e di riferimento nell’ambito dell’Agenda europea per le competenze e strettamente collegato al pilastro europeo dei diritti sociali.

Il patto mira a promuovere e sostenere l’occupazione verde, assicurare la formazione e la riqualificazione dei lavoratori, anticipare i cambiamenti nei luoghi di lavoro del futuro, sostenendo attivamente le organizzazioni del lavoro, gli istituti di istruzione e le autorità pubbliche per aiutare coloro che cercano lavoro nell’economia circolare.

Formare all’ecologia integrale

Le crisi ambientali, il progresso tecnologico e lo sviluppo sociale sono sempre più interconnessi, pertanto richiedono un nuovo paradigma concettuale e una nuova sintesi umanistica.

Educare all’ecologia integrale interessa la relazione lavorativa attraverso l’attivazione di processi trasformativi e generativi, con particolare interesse alla dimensione interculturale e intergenerazionale. La complessità delle sfide desta preoccupazione e dunque è necessario rispondere con fiducia e speranza attraverso un profondo rinnovamento culturale. Le crisi invocano un ripensamento dell’impegno umano affinché siano possibili nuovi assetti regolativi e nuove forme di partecipazione. La crisi diventa così «occasione di discernimento e di nuova progettualità» (Caritas in veritate, 2009, 21).

Il lavoro è chiamato a favorire una cultura della responsabilità che coinvolge le imprese, i lavoratori e le comunità per la promozione dell’ecologia integrale.

Nel percorso di ecologia integrale, papa Francesco richiama le categorie pedagogiche del tempo, dello spazio, della progettualità e dell’intraprendere, sostenendo la capacità decisionale, la creatività umana, per formare «persone aperte, responsabili, disponibili a trovare il tempo per l’ascolto, il dialogo e la riflessione, e capaci di costruire un tessuto di relazioni con le famiglie, tra le generazioni e con le varie espressioni della società civile, così da comporre un nuovo umanesimo» (Francesco, Messaggio per il lancio del patto educativo, 2019).

(vedi voce Formazione per lo sviluppo umano integrale)

Progettare un lavoro dignitoso

In occasione del centenario di fondazione dell’International Labour Organization (ILO), celebrato nel 2019, si è costituito un Gruppo di lavoro internazionale con l’obiettivo di mettere al centro del dibattito globale il tema del lavoro dignitoso e sostenibile, sollecitati dai contributi provenienti dall’enciclica Laudato si’ e dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

Progettare un lavoro dignitoso è la sfida cruciale del nostro tempo che una rete globale di organizzazioni cattoliche – tra cui le associazioni imprenditoriali cristiane, i movimenti internazionali, le comunità locali, le Conferenze dei vescovi cattolici, i centri sociali, le Università dei Gesuiti – e organizzazioni di altre tradizioni religiose, coordinate dall’International Catholic Migration Commission (ICMC) ha promosso attraverso il progetto The Future of Work, Labour After Laudato si’.

I risultati dei lavori del Gruppo di lavoro dell’ILO sono contenuti nel documento Ampliare l’agenda del lavoro dignitoso per affrontare l’attuale crisi globale, presentato alla annuale Conferenza internazionale sul lavoro del 2019 quale contributo delle organizzazioni di ispirazione cattolica alla promozione e all’attuazione dell’enciclica Laudato si’ sulle concezioni di dignità umana e di lavoro in dialogo con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori.

In particolare, è necessario considerare quattro dimensioni del lavoro (The Future of Work, Labour After Laudato si’):

• sociale: è la cooperazione di molti individui verso un obiettivo comune; è un’espressione di solidarietà e di condivisione dei rischi e del senso umano del proprio agire;

• economica: genera valore e lo mette a disposizione di tutta la società;

• ecologica: si esercita sulla natura e sull’ambiente e li modifica, e può proteggerli o distruggerli;

• spirituale: contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione personale, anche in chiave di ricerca di senso e orientamento professionale.

In tutti i settori dell’attività umana e in ogni contesto professionale, il lavoro dignitoso deve includere il diritto a lavorare in modo da contribuire positivamente allo sviluppo umano integrale senza danneggiare l’umanità e l’ambiente.

Salario equo, partecipazione, sicurezza sul lavoro e libertà sindacale non sono sufficienti per definire il lavoro come dignitoso: «in qualunque impostazione di ecologia integrale, che non escluda l’essere umano, è indispensabile integrare il valore del lavoro» (Laudato si’, 2015, 124).

L’integralità, secondo Papa Francesco, si fonda sul valore della giustizia e della pace che è capace di tenere unite la dimensione ambientale, economica, sociale, comunitaria, culturale (Francesco, Messaggio per la LV Giornata Mondiale della Pace 2022).

È possibile individuare alcune priorità tra le dimensioni critiche che richiedono attenzione e una governance integrale fondata sulla pace, sull’assenza di violenza in tutte le sue forme, quale obiettivo chiave per garantire il benessere di tutti: il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori, delle loro famiglie e comunità; la necessità di mitigare i rischi ambientali e di promuovere investimenti verso forme di produzione più verdi e più sicure; la cura di chi è ai margini della società; la promozione di politiche occupazionali giuste per accompagnare la transizione verso una green economy e più in generale una green society. Inoltre, considerare la pace.

Professioni ed ecologia integrale per la transizione ecologica

Nel 2018, l’ILO rilevò nel proprio World Employment and Social Outlook dal titolo Greening with jobs che l’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici potrebbe creare un guadagno netto di 18 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

Natura e lavoro sono intrinsecamente connessi. Le nostre vite dipendono dall’ambiente naturale. I nostri posti di lavoro e le nostre imprese dipendono da un pianeta sano. Il nostro futuro dipende da una giusta transizione verso un’economia efficiente in termini di emissioni e risorse. Questo è il quadro che l’ILO traccia nel definire i green jobs. Più specificatamente, i green jobs sono definiti come quei lavori che si riferiscono allo sviluppo, al ripristino e alla manutenzione ad alta intensità di occupazione di infrastrutture pubbliche, beni della comunità, aree naturali e paesaggi per contribuire a obiettivi ambientali come l’adattamento ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali, il ripristino ambientale e la conservazione della natura (ILO, Green works. Creating decent jobs through investments: Promoting forest restoration, irrigation, soil and water conservation, and flood protection,2020).

La Commissione europea (2020), nel documento Agenda europea per le competenze, la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza indica che 120 milioni di europei dovranno aggiornare le proprie competenze o riqualificarsi per rispondere alla transizione green : «servono investimenti nelle competenze delle persone al fine di aumentare il numero di professionisti che costruiscono e conoscono le tecnologie verdi, comprese quelle digitali, sviluppano prodotti, servizi e modelli imprenditoriali ecologici, creano soluzioni innovative basate sulla natura e contribuiscono a ridurre l’impronta ambientale delle attività”. Al fine di fornire un quadro delle competenze condiviso in materia di sostenibilità a livello europeo, la Commissione europea (2022) ha redatto il documento GreenComp. The European sustainability competence framework in cui troviamo una definizione di green skill: «una competenza in materia di sostenibilità mette in grado i discenti di incarnare i valori della sostenibilità e di accettare i sistemi complessi, al fine di agire o richiedere azioni che ripristinino e mantengano la salute dell’ecosistema e aumentino la giustizia, ideando futuri sostenibili».

In Italia, secondo il rapporto GreenItaly 2022 di Unioncamere-Fondazione Symbola, 531 mila imprese negli anni 2017 - 2021 (ultimi disponibili) hanno investito sull’ecologia integrale per affrontare la transizione ecologica invocata dal Next Generation UE e dal PNRR con un aumento del 51% rispetto al periodo di rilevazione precedente (2014-2018), facendo registrare nel 2022 circa 3,1 milioni di green jobs, pari al 13,7% degli occupati. Le imprese italiane, nel contesto dell’economia circolare, puntano sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori, ad un’«economia più a misura d’uomo» (Fondazione Symbola, Manifesto di Assisi, 2021).

(Vedi voce Economia circolare)

Il lavoro come cura

A seguito dell’enciclica Laudato si’ si sono moltiplicate le iniziative di promozione di un nuovo modello economico e di lavoro, in diversi settori economici, come forma di risposta comunitaria alla crisi economica e pandemica a partire dalla integrazione della definizione di decent work dell’ILO con l’ecologia integrale di papa Francesco. Alla base di questa condivisione di intenti vi è la necessità di professioni che considerino il lavoro come cura.

Comprensibilmente, non si riferisce solo al settore della cura sanitaria o al lavoro nella economia formale, ma a tutte le forme di lavoro.

In particolare, si segnala il rapporto Care is work, work is care, documento finale del progetto The Future of Work, Labour After Laudato si’ (2022) che esamina l’incontro tra lavoro e cura, reso più manifesto dalla pandemia. L’integrazione tra lavoro e cura consente di leggere in una diversa prospettiva alcune problematiche con cui il mondo del lavoro dovrà continuare a confrontarsi, a partire dalla tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori, fino ad arrivare alla tutela dell’ambiente e alla transizione energetica.

Per papa Francesco, anche la cura della nostra casa comune è chiaramente presentata come una questione di governance del lavoro globale, tra governi, istituzioni finanziarie internazionali, organizzazioni delle Nazioni Unite e altre comunità nazionali e regionali (Francesco, Messaggio al World Economic Forum, 2018). Nella Fratelli tutti (2020) si sottolinea sia la necessità di «promuovere organizzazioni mondiali più efficaci» sia di riformare il sistema delle Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali (cfr. 172-173).

Percorsi di umanizzazione del lavoro

In questo scenario, il Patto per l’economia dei giovani con Papa Francesco (Assisi, 2022), il Progetto Policoro della CEI, Imprese Sociali, Imprese e Cooperative di Comunità, Comunità Energetiche Rinnovabili, Società Benefit, le cooperative sociali, le Fondazioni di Comunità, le buone pratiche in campo economico, lavorativo e di microcredito, che sono state censite anche in occasione dell’ultima Settimana Sociale di Taranto 2021 e, in generale, l’economia generata da queste tipologie organizzative, possono essere coordinate di percorsi di umanizzazione del lavoro, ma è necessario avviare una vera e propria conversione (si veda Messaggio del Santo Padre Francesco ai partecipanti alla 49ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani).

«In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. […] Mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza. È lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti» (Laudato si’, 179).

Le relazioni economiche devono soddisfare il principio di fraternità che, se vissuto e creduto, trasforma la realtà.

Il lavoro contribuisce a riconoscere l’identità una persona ed è un luogo emblematico di generazione di relazioni, «non è semplicemente un’attività finalizzata a produrre un reddito. È un’espressione della dignità umana, è un cammino di maturazione e di inserimento sociale, è uno stimolo costante a crescere in termini di responsabilità e di creatività, è una protezione contro la tendenza all’individualismo e alla comodità, ed è anche dar gloria a Dio attraverso lo sviluppo delle proprie capacità» (Christus vivit, 2017, 271).


Bibliografia
• Alessandrini G. (2017), Atlante di pedagogia del lavoro, Franco Angeli.
• Berg J., Ananian S., Duman A., Lieppmann H., Mieres F., Soares S., Horne R., Shroff T., Sobeck K., Song R. (2023), World employment and social outlook 2023. The value of essential work, ILO.
• Bignami B., Borsa G. (2021), Parole come pane. Tutto è connesso: ecologia integrale e novità sociali, In Dialogo.
• UNIAPAC (ed.) (2022), The Future of Enterprise and Entrepreneurship after Laudato si’.
• Vischi A. (ed.) (2021), Im-patto sul territorio. Lavoro, giovani, ecologia integrale, Pensa MultiMedia.


Autore
Antonio Molinari, Università Cattolica del Sacro Cuore (antonio.molinari1@unicatt.it)