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Dizionario di dottrina
sociale della Chiesa

LE COSE NUOVE DEL XXI SECOLO

Fascicolo 2024, 2 – Aprile-Giugno 2024

Prima pubblicazione online: Giugno 2024

ISSN 2784-8884

DOI 10.26350/dizdott_000152

Comunità energetiche rinnovabili e fraterne Renewable and Fraternal Energy Communities

di Alessandra Vischi

Abstract:

ENGLISH

Nella prospettiva di delineare uno sviluppo sostenibile e solidale, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno strumento di contrasto alla attuale crisi ecologica e di attuazione di politiche volte alla riduzione delle disuguaglianze.

Valorizzando il sentire comune, le CER possono far riemergere il sentimento di fraternità e sollecitare un agire solidale, aver cura della casa comune, delle generazioni presenti e future e, soprattutto, dei più poveri e fragili.

Parole chiave: Comunità Energetiche Rinnovabili, Fraternità, Formazione, Povertà, Ecologia integrale
ERC: SH3_11 Social aspects of learning, curriculum studies, educational policies

ITALIANO

In the perspective of outlining sustainable and supportive development, Renewable Energy Communities (REC) represent a tool to oppose the current ecological crisis and to implement policies aimed at reducing inequalities.

By enhancing common sense, RECs can bring back the feeling of brotherhood and demand solidarity action, taking care of the common home, of present and future generations and, above all, of the poorest and most fragile.

Keywords: Renewable Energy Communities (REC), Fraternity, Education, Poverty, Integral ecology
ERC: SH3_11 Social aspects of learning, curriculum studies, educational policies

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Energia e disuguaglianze

La transizione verso un modello di società più sostenibile è al centro del dibattito pubblico, a livello politico, culturale e accademico; è connesso a temi come il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico, gli equilibri geopolitici e la sostenibilità del modello di sviluppo dominante, il consolidamento di alleanze internazionali e il benessere delle persone.

In questa prospettiva, l’Unione Europea si prefigge di diventare il primo continente a impatto climatico zero, implementando strategie di sviluppo a lungo termine, individuando politiche di decarbonizzazione a favore di energia da fonti rinnovabili come, tra gli altri, Un piano industriale del Green Deal per l’era a zero emissioni nette (2023).

La decarbonizzazione e la tensione verso modelli di approvvigionamento energetico incentrato su produzione diffusa da fonti rinnovabili (vedi voce: Le energie rinnovabili) ed efficienza energetica sono al centro del dibattito nazionale e internazionale (vedi voce: Energia: panorama mondiale e sfide del presente), anche perché gli squilibri ambientali e politico-economici hanno ripercussioni a livello sociale: recenti studi (OECD Economic Outlook, 2019) evidenziano che nei prossimi decenni sia prevedibile un aumento delle disuguaglianze socioeconomiche e delle povertà, tra cui quella energetica. Alla fine del 2022, secondo l’indicatore utilizzato dall’Osservatorio Italiano sulle Povertà Energetiche (OIPE), le famiglie che versano in situazione di povertà energetica rappresentano il 7,7% del totale, risiedono per lo più in piccoli centri e in aree suburbane, soprattutto nelle regioni del Sud Italia.

È urgente intervenire (Vedi voce: Che cosa ci chiede la Laudate Deum?) per riuscire a prevenire e combattere la povertà energetica, accelerare la transizione verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La sfida risiede nel costruire e condividere «una vera cultura della cura dell’ambiente» (Laudato si’, 2015, 229), siamo «chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza» (Laudato si’, 53).

Comunità Energetiche Rinnovabili, cenni giuridici

Uno strumento che il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali di Taranto (2021) ha indicato per promuovere una cultura e una prassi coerente dell’ecologia integrale, rafforzare i legami di comunità, costruire reti aperte e inclusive sui territori, è quello della creazione e diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) che, in Italia, sono state promosse dal 2019 con il decreto Milleproroghe n.162/2019, convertito nella Legge n. 8, 28 febbraio 2020. A livello europeo, il primo documento è la Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE artt.21 e 22), che afferma che «il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili può svolgere una funzione indispensabile anche nel promuovere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nel garantire un’energia sostenibile a prezzi accessibili, nel favorire lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, oltre alla leadership tecnologica e industriale, offrendo nel contempo vantaggi ambientali, sociali e sanitari, come pure nel creare numerosi posti di lavoro e sviluppo regionale, specialmente nelle zone rurali ed isolate, nelle regioni o nei territori a bassa densità demografica o soggetti a parziale deindustrializzazione».

Emblematica è la descrizione proposta nella Direttiva (UE) 944/2019 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019: «Le comunità energetiche rinnovabili sono un modo efficace ed economicamente efficiente di rispondere ai bisogni e alle aspettative dei cittadini riguardo alle fonti energetiche, ai servizi e alla partecipazione locale». Rappresentano una possibilità concreta per rispondere ai bisogni e alle aspettative dei cittadini riguardo alle fonti energetiche, ai servizi e alla partecipazione locale. La comunità energetica dovrebbe occuparsi principalmente dell’approvvigionamento a prezzi accessibili di energia da fonti specifiche, come le rinnovabili, per i membri o i soci. Ogni Stato membro può prevedere che «le comunità energetiche dei cittadini possano essere costituite in forma di qualsiasi soggetto giuridico, per esempio di associazione, cooperativa, partenariato, organizzazione senza scopo di lucro o piccole o medie imprese, purché tale soggetto possa esercitare diritti ed essere soggetto a obblighi in nome proprio» (Direttiva (UE) 944/2019).

Il decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 199 – in attuazione della Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili – ha l’obiettivo di accelerare il percorso di crescita sostenibile del Paese, recando disposizioni in materia di energia da fonti rinnovabili, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del sistema energetico al 2030 e di completa decarbonizzazione al 2050.

Comunità Energetiche Rinnovabili, uno strumento efficace ed efficiente

Un passo in avanti verso la realizzazione delle CER è rappresentato dal Lgs 210/2021 8 novembre 2021, n. 210, in attuazione della direttiva UE 2019/944, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica. Da ultimo il DM 414/2023 del 7/12/2023 (MASE, decreto attuativo “CACER”) definisce gli incentivi e la normativa generale per la creazione di CER.

I consumatori possono partecipare direttamente alla produzione, al consumo o alla condivisione dell’energia attraverso «la diffusione delle nuove tecnologie e di nuovi modi di consumo» in maniera integrata. Le iniziative di comunità energetica vertono principalmente sull’approvvigionamento a prezzi accessibili di energia da fonti specifiche e possono «inoltre contribuire a combattere la povertà energetica riducendo i consumi e le tariffe di fornitura».

Nello specifico è quindi possibile partecipare alla CER «in qualità di: a) produttore di energia rinnovabile, soggetto che realizza un impianto fotovoltaico (o di altra tipologia); b) autoconsumatore di energia rinnovabile, soggetto che possiede un impianto di produzione da fonte rinnovabile e che produce energia per soddisfare i propri consumi e condividere con il resto della comunità l’energia in eccesso; c) consumatore di energia elettrica, soggetto che non possiede alcun impianto di produzione di energia, ma che ha una propria utenza elettrica, i cui consumi possono essere in parte coperti dall’energia elettrica rinnovabile prodotta dagli altri membri della comunità. Rientrano in tale casistica anche i clienti cosiddetti “vulnerabili” e le famiglie a basso reddito» (Le comunità energetiche rinnovabili -FAQ).

Questo cambiamento richiede un forte legame con il territorio (Braga, 2022) e la capacità di coinvolgere i cittadini in un cambio di prospettiva per dar vita a processi condivisi interpretando il bisogno di produzione e di gestione locale di energia nella dimensione solidale, garantendo un presidio territoriale sostenibile e generativo a beneficio di tutti.

La scelta di dar vita a comunità energetiche rinnovabili permette di transitare verso un’economia a basso contenuto di carbonio, capace di sviluppare tecnologie pulite, sia con grandi impianti in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità e sicurezza della rete globale sia attraverso impianti diffusi in grado di soddisfare le esigenze locali di energia. Al contempo permette di rispondere al fenomeno in crescita della povertà energetica.

L’istanza locale può generare energia pulita e un forte senso comunitario

Papa Francesco non fa riferimento esplicito alle Comunità energetiche rinnovabili (CER), ma, nella lettera enciclica Laudato si’. Sulla cura della casa comune (2015), che è un testo di indirizzo, si trova un passaggio emblematico: «In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. Questo semplice esempio indica che, mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza. È lì infatti che possono nascere una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti» (Laudato si’, 179). Il Papa sollecita dunque ad andare oltre le ristrettezze di vedute per «scoprire che la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale, può essere molto redditizia. Si tratta di aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo» (Laudato si’, 191). Non c’è una soluzione unica che possa rispondere ai bisogni di ogni Paese, ma i cittadini sono chiamati a contribuire alla cura della casa comune attraverso forme diversificate di risparmio energetico.

La Chiesa italiana, dalle Settimane sociali di Taranto in poi, valorizza la creazione delle CER perché in esse «si fonda lo spirito di coesione di una comunità che da cum-munus comporta la condivisione di un dono nella co-assunzione delle responsabilità» (Comitato Scientifico e Organizzatore della 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, La sfida delle comunità energetiche, 2022, 2). Le comunità energetiche rappresentano il «frutto di un cammino spirituale e antropologico fatto insieme in questi anni come Chiesa in ascolto del territorio» (ivi, 1) che individua strade concrete per realizzare «l’ecologia integrale», di fronte all’impatto del cambiamento climatico che «danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti. Si tratta di un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana» (Laudate Deum, 2023, 2-3).

Cittadinanza ecologica per aver cura delle persone e del territorio

Le comunità energetiche «rappresentano un’opportunità di rafforzamento dei legami comunitari che si cementano sempre condividendo scelte concrete in direzione del bene comune. Nell’ottica di una transizione giusta e socialmente sostenibile le comunità energetiche diventano anche uno strumento di creazione di reddito che può sostenere fedeli, parrocchie, case famiglia, comunità famiglia e comunità locali come già dimostrato da alcune buone pratiche realizzate o in via di realizzazione nei territori» (mons. Filippo Santoro, Intervento conclusivo Settimane sociali dei cattolici italiani, Taranto 2021).

Le comunità energetiche possono diventare occasione di nuovo discernimento e progettazione sul territorio e con le persone, attraverso la partecipazione attiva; divengono altresì spazio di educazione, per creare una “cittadinanza ecologica” (vedi voce: Educare ad una cittadinanza sostenibile), che sia inclusiva, responsabile e solidale. Sentirsi cittadini significa avere diritti e doveri, sviluppare un senso di appartenenza alla comunità e al territorio di riferimento, si traduce nell’aver «cura del creato con piccole azioni quotidiane» che «hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente» e danno «forma ad uno stile di vita» grazie ad un «creatività generosa e dignitosa» (Laudato si’, 211). Condividere valori e far maturare abitudini nel segno dell’ecologia integrale è una sfida educativa che necessita di una pedagogia incentrata sull’etica della responsabilità e sul principio di solidarietà, per ricostruire quel tessuto di relazioni che può dar vita a una umanità più fraterna, in cui ciascuno si sente responsabile anche dell’altro (cfr. Simeone, 2023).

Si sente il bisogno di un ritorno alla comunità, che sappia valorizzare le risorse del territorio, agevolare processi di autentica partecipazione. La sfida è perseguire la «mistica del vivere insieme» (Evangelii gaudium, 2013, 87) per educare a un dialogo sincero e ospitale, all’alleanza tra le persone e con l’ambiente, ritrovando il gusto di fare insieme, di stringere relazioni significative. Solamente partendo dal coltivare solide virtù è possibile la donazione di sé in un impegno ecologico.

Formare nel segno dell’ecologia integrale per comunità energetiche rinnovabili e fraterne

Mai come in questo periodo storico c’è necessità di “un ritorno alla comunità”, non intesa come «forma di arroccamento identitario escludente» ma come dimensione relazionale per avviare processi di «piena promozione umana, favorendo le potenzialità espressive delle persone e la partecipazione attiva dei suoi membri al vivere insieme» (Vacchelli, 2022, XVII). “Comunità energetiche rinnovabili” comprende il termine “comunità”, infatti, rimanda a ciò che è in comune e di tutti coloro che partecipano alla comunità; l’origine etimologica esprime il concetto del mettere insieme e del dono che è reciprocità, scambio che crea relazione, condivisione di obiettivi. Il concetto di comunità richiama, in prospettiva pedagogica, categorie quali la responsabilità, l’impegno, per dar vita a impatti generativi e inclusivi. Valorizzando il sentire comune, le CER possono far riemergere il sentimento di comunità e sollecitare un agire solidale, contrastare le disuguaglianze sociali, aver cura della casa comune, delle generazioni presenti e future e, soprattutto, dei più poveri e fragili. Riscoprire il valore della fraternità, per il perseguimento della vita buona.

La cura dell’altro cela in sé un significato profondo per la promozione di un umanesimo solidale che si esplicita nel valore attribuito alla dimensione relazionale. Emblematico è il ruolo della formazione (vedi voce: Formazione per lo sviluppo umano integrale) perché la fraternità è strettamente «legata alla libertà e all’uguaglianza», deve essere «consapevolmente coltivata», «tradotta in un’educazione alla fraternità, al dialogo, alla scoperta della reciprocità e del mutuo arricchimento come valore» (Fratelli tutti, 2020, 103). Formare alla fraternità e all’amicizia sociale per promuovere comunità fondate sull’ecologia integrale, far conoscere modalità e caratteristiche delle CER, così come accompagnarne la costituzione e la vita, condividere progetti e opportunità per aver cura dell’altro da sé, del territorio, in prospettiva intra- e inter-generazionale.

Le comunità energetiche rinnovabili e fraterne alludono alla volontà di donare e donarsi per co-educarsi a una responsabilità sociale di custodia della dignità umana e cura del creato e, grazie alla partecipazione autentica delle persone, contribuiscono al benessere sociale e allo sviluppo del territorio.

Esperienze emblematiche di Comunità energetiche rinnovabili e fraterne

Diverse sono le comunità energetiche che sul territorio italiano stanno nascendo; da lunedì 8 aprile 2024 è stato possibile accedere alle piattaforme digitali attivate dal GSE per inviare le richieste di accesso alle tariffe di incentivo, ai finanziamenti del PNRR e per la valutazione preliminare dell’idoneità dei progetti. Tra i promotori delle CER ci sono soprattutto le parrocchie e i piccoli comuni.

Uno strumento assai utile è il Vademecum, preparato dal Tavolo Tecnico sulle Comunità Energetiche Rinnovabili della Segreteria Generale della CEI, che presenta gli sviluppi a livello normativo, di mercato e pastorale, al fine di informare e suggerire strumenti e metodologie utili per le Chiese locali e gli enti religiosi.

Numerose sono le esperienze che si stanno sviluppando in tutte le regioni italiane; nell’economia del presente contributo si ricordano quella di Treviso e di Brescia. La diocesi di Treviso intende, attraverso una Fondazione di partecipazione, riconosciuta dal Terzo Settore, realizzare una Comunità energetica rinnovabile capillare capace di coprire l’intero territorio, coinvolgendo tutte le 263 parrocchie. Emblematica è anche l’esperienza della diocesi di Brescia che, grazie alla disponibilità della Parrocchia di Sant’Angela Merici e dell’adiacente Circolo Acli di San Polo, ha proposto la costituzione di una CER nel quartiere di San Polo. Lungimirante è stata la scelta di accompagnare la costituzione della CER con un percorso formativo, rivolto ai membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale e della presidenza del Circolo Acli, focalizzato sull’ecologia integrale, le motivazioni cristiane per l’impegno verso il prossimo, il bene comune e l’ambiente; al tempo stesso, grazie alla collaborazione con Fratello Sole e Cauto, sono state presentate le caratteristiche e funzionalità delle CER, quale strumento di ecologia integrale. Il percorso formativo ha avuto l’obiettivo di preparare i partecipanti a porsi al servizio della comunità e a essere promotori di partecipazione autentica e fraterna.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore ha avviato un progetto di rilevanza strategica “CER-CARE Comunità Energetiche Rinnovabili tra Cura e ricerca: Approcci e strumenti per la Resilienza e l’Equità” che coinvolge sei facoltà – Economia e Giurisprudenza; Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali; Scienze della formazione; Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative; Scienze Politiche e Sociali. Il progetto si prefigge di indagare in chiave multidisciplinare processi formativi, strumenti partecipativi, forme organizzative, indicazioni normative e di policy, ma anche best practice, al fine di creare e diffondere una cultura della transizione ecologica giusta solidale e integrale attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali. Il progetto di ricerca si avvale della collaborazione di realtà del territorio significative e vede la partecipazione a seminari e convegni sul tema (ad es. Le comunità energetiche rinnovabili (CER) nella sfida della transizione ecologica), così come la condivisione di alcuni output già nel prossimo anno accademico.

È in gioco la possibilità di un’economia del bene comune, basata sul principio di fraternità, che permette di rendere responsabili le società, valorizzando la partecipazione attiva attraverso processi di tipo bottom-up e inclusivi, per una transizione culturale e sostenibile, verso comunità sempre più inclusive.


Bibliografia
• Bignami B., Borsa G. (2021), Parole come pane. Tutto è connesso: ecologia integrale e novità sociali, In dialogo, Milano.
• Braga C. (2023), Progettazione pedagogica e percorsi di sostenibilità. Verso comunità energetiche rinnovabili e solidali, Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia.
• Simeone D. (2023), Un patto globale per l’educazione, in Il patto educativo globale. Una sfida per il nostro tempo, a cura di D. Simeone, San Paolo, Cinisello Balsamo, 23- 36.
• Vacchelli O. (2022), Introduzione, in Verso comunità inclusive, a cura di O. Vacchelli, Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia, XV-XXV.
• Vischi A. (2022), Prefazione. Impatti generativi, comunità energetiche rinnovabili per uno sviluppo solidale e sostenibile, in Verso comunità inclusive, a cura di O. Vacchelli, Pensa MultiMedia, Lecce-Brescia, IX-XIV.


Autore
Alessandra Vischi, Università Cattolica del Sacro Cuore (alessandra.vischi@unicatt.it)